|
Non c'è scampo per Tomy e gli altri. I Blu di Prussia non sbagliano un colpo e ammazzano il torneo.

|
05/08/2009 Il protagonista, nel bene e nel male, è sempre il Jolly.
Ci ha stupiti in negativo con una piccola trafila di tornei fallimentari, poi è tornato
in auge con la sicurezza che da tempo gli è conosciuta. Ma l'obiettivo del
quinto titolo stagionale continua a sfuggire, e non c'è proprio verso di venirne a capo.
L'apparente flessione del Panico, che lo sopravanza, è a dir poco invitante; ma
Tomy non sa gestire l'occasione al meglio. Una volta ci si mette Il Ciccaccio, un'altra
il Trentalance. Stavolta pare quasi fatta, e invece chi ti rispunta? Ecco
una Ponchata fresca fresca di giornata pronta a prendersi l'intero malloppo. Sembra
la fotocopia di quella remota squadra che otto mesi fa aveva messo il mondo di
Scopagol al muro. Un team che a poche settimane dal suo esordio ha cucito sulla
sua maglietta quattro scudetti stravincendoli e annichilendo tutti. Poi si è perso.
All'inizio del 2009 ci si aspettava la conferma di questo astro nascente, ma in
realtà La Ponchata ha disatteso i pronostici.
|
|
Da otto mesi a questa parte la formazione ha subìto
mutamenti radicali, e gli unici punti fermi sono rimasti il portierone Nocagomai, il playmaker
Seppiolina e le punte Poncharello e Voldemort. Il resto è stato rimescolato in un calderone di follie feline
e simpatizzanti fantasie teutoniche. Infine sono arrivati Jacob e Esaù, come un buon tocco di maionese nel caffè.
I risultati presumibilmente si cominciano a vedere solo adesso, in un torneo a dodici combattuto e con
un Jolly straripante. La gara è aperta sin dall'inizio, non ci sono vere e proprie fughe, ma ce n'è solo un accenno
da parte del redivivo Impero di S.Marino, il cui presidente Blaster somiglia ormai più a un purè che a un essere umano.
L'exploit dell'Impero lascia tutti sconcertati: in molti infatti si aspettavano un rientro di basso
profilo. E a mantenere alto il morale, il proprio, ci pensa poi l'altra grande novità, il Gazza's Fans; urla,
strepita, gioisce e si commuove, si arrabbia e lancia anatemi. Sembra debba sfondare la classifica
ad ogni esagerata esultanza, poi basta andare a vedere i risultati per capire quanto fumo e quanto arrosto
ci sia nel suo show. Con tutt'altra attitudine approcciano al gioco Panico e Caghimai, attenti al gioco e poco
estroversi. Le prime battute dicono male agli uomini di Lex, che volutamente ha schierato una formazione "old style"
con vecchie glorie tutto sommato poco soddisfacenti. Il Caghi è carta carbone, non cambia di una virgola i suoi
schemi ma sembra scosso dopo il diverbio con l'Impero sulla proprietà di Letucaglie. Verso la fine del girone d'andata si cominciano
a vedere i veri valori in campo: La Ponchata sale in cattedra dopo l'unico passo falso commesso contro l'Atletico Diom.
Il Jolly raggiunge e supera l'Impero che a detta di molti non può durare. Terzi incomodi sono F.C.Gnecca e AC Team:
entrambi seguono il loro modus vivendi, l'uno a sprazzi di buon gioco, l'altro subendo come un porcospino e limitandosi
all'1-0 nei casi di vittoria, che stavolta non son pochi. Dietro la situazione si fa pesante per Panico, Trentalance e Liverpollo,
che non riescono a ingranare. Il Panico non incrocia gli schemi avversari ed è costretto a difendere, il Trenta sembra
il due di bastoni più che il Re, il Liver è una rovina fatta e finita. Memori del precedente torneo i Biancorossi provano
a darsi da fare più per raggiungere posizioni dignitose che per conquistare un torneo ancora apertissimo. E forse questa mentalità
poco vincente è la chiave del fallimento che verrà. Gli altri due sfigati invece ci credono ancora, e fatte salve le prime due partite
iniziano a randellare chiunque si trovi loro davanti. In breve raggiungono il gruppo diventando gli immediati rincalzi delle
squadre di testa. Chi non regge il confronto con la lunghezza del torneo è destinato a perire: ne soffre ancora molto
l'Atletico, che si attiva solo a scintille e rischia tra l'una e l'altra di perdere ciò che di buono ha seminato. Ma sono
soprattutto Gazza e Impero a farne le spese. Il Blaster è sicuramente più esperto e capitalizza meglio il vantaggio accumulato
all'andata. Non basta per ambire al titolo, ma sicuramente per ottenere senza sforzo una classifica decente, cosa che
alle origini gli riusciva benissimo. Il team dei Mauri invece si fa sentire molto meno rispetto alle prime partite, e recede
negli abissi oscuri della graduatoria, dove lo aspettano Atletico, Liverpollo e un opaco, impercettibile Ciccaccio. Zitto zitto
e quatto quatto, l'AC Team ottiene successi importanti contro le squadre meno quotate, mantenendosi a galla, e la sua buona
condotta gli varrà il quinto posto, alla pari con lo Gnecca avanti solo per differenza reti negli scontri diretti.
Il duello a distanza tra risuscitati si risolve anch'esso nello scontro diretto: Schubert infila la porta del Panico all'ultimo secondo
spegnendo le speranze di Washu & C. e aumentando esponenzialmente quelle del Re. Sta di fatto che il Jolly è una corazzata,
e la guida di Demy e Ociaeti non lascia scampo ai campioni uscenti. La seconda sconfitta della Ponchata, viziata da un fallo non rilevato
di Tori Amos, apre le porte dello scudetto a Tomy, che all'ultima giornata ha due punti di svantaggio da Ponch e conta molto
sull'avversario impestato che i rivali devono affrontare: il Caghimai, deluso ma mai domo, promette battaglia. Il Jolly spazza
via l'Impero e attende fremente dall'altro campo un risultato favorevole. Il primo tempo si chiude a reti inviolate, ma La Ponchata
ci crede e Momina, Esaù, e Voldemort strapazzano il povero Rombi. Forse già con la testa ai festeggiamenti, i difensori
prussiani cedono di colpo e si lasciano infilare nel finale ben due volte da Basombi e Pulitura. L'ultimo scarto è mozzafiato, ma
il risultato rimane fissato sul 3-2 e La Ponchata dopo otto mesi torna sul gradino più alto del podio. Con Atletico e Ciccaccio salvi,
il penultimo posto se lo giocano su due campi diversi Liverpollo e Gazza. Ognuno dei due vorrebbe giocarsela conoscendo il risultato
finale dell'altro, e perdono tempo insultandosi da un tavolo all'altro. Alla fine il pareggio del Gazza vale un punto d'oro per raggiungere
il Liverpollo, già vincitore della Kinotti, il quale viene miseramente sconfitto anche dal Ciccaccio. Anche qui gli scontri diretti
sono impietosi: il Liver è ultimo. A fine serata c'è tempo anche per la Sempion's, e pur dando uno a uno la presenza del Panico in finale,
è l'Atletico a prevalere grazie a un importantissimo gol di Hasselhoff, squalificato in campionato. Per la Coppa Gnecca
ci sarà ancora da aspettare, nel frattempo il Jolly mastica amaro... |