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Lo scudetto è già in tasca, ma il Caghi getta un'altra opportunità giù dal precipizio...
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13/10/2009
Che peccato! Non si è ancora chiusa la stagione, ma se il Caghimai tirasse le somme
noterebbe quanto ha influito la sua assenza in primavera! Quanti scudetti si è perso,
quante occasioni per scalare il Medagliere e competere ad armi pari con Jolly, Ciccaccio
e Panico per un titolo già suo nel 2008. Forse. E forse no. A gennaio già dava questo tipo
di impressione, che per poco è riuscito a sfatare al suo rientro: il Caghi non è in grado
di portare a termine un campionato! Compone, crea, distrugge gli avversari fisicamente e
psicologicamente. Soffre un po' i gironi di ritorno, e per questo si occupa più del contenimento
che dell'attacco. E, dulcis in fundo, perde scudetti già incamerati per una quisquilia.
La storia della Coppa Pompaglia si ripete. L'ultima partita gli risulta comunque fatale,
e stavolta si è lasciato infinocchiare in uno scontro diretto. Non che il Jolly abbia
demeritato, ma francamente da lui si è visto ben di meglio qualche mese fa. Un'occhiata al
suo torneo ci indica un andamento altalenante, poca sicurezza e un recupero sui generis
senza eccessiva continuità |
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di risultati. Tanto è bastato per far crollare la fortezza.
La serata inizia con la Kinotti. La coppa è in palio, gioca Il Ciccaccio: attende in semifinale la vincente dello
scontro tra Caghimai e Liverpollo, e realizzando che il Liver negli ultimi tempi ha maturato qualche speranza di recupero,
inizia a preoccuparsi quando se lo vede di fronte, reduce dai rigori. L'ansia da prestazione gioca a sfavore del Tuca, e
Il Ciccaccio considera seriamente l'opportunità che gli si presenta: deve battere l'Atletico in finale. Scannagatti
e Buttamelo sbaragliano in un attimo la difesa Viola, sembra un gioco da ragazzi. Ma il Gaglioffo, che ha imparato
ad avere confidenza con le competizioni parallele al campionato, attende calmo il suo turno e appena si apre un varco
ci spinge dentro a forza Billy Zinna e Gesù Cristo, pareggiando il conto e galvanizzandosi per il danno che due gol in
trasferta possono arrecare all'avversario. Il match di andata finisce in parità, ma al ritorno il Diom si rivela un pessimo
cliente per Milly che si ritrova quasi senza accorgersi sotto di due reti. Ci vuole tutta la bravura di Buttamelo e Brustolo
per riequilibrare lo scontro, e quando avviene non resta che andare ai rigori. Il Ciccaccio mantiene un gol di vantaggio fino al
penultimo tiro. Poi la situazione si ribalta, e l'Atletico fa sua la Kinotti. Per Il Ciccaccio un'altra occasione sprecata. Con
il morale sotto i tacchi De Filippi e soci iniziano il torneo ma la loro stella brilla il tempo di una partita. Poi, il nulla.
Non sono i soli: c'è chi fa anche peggio. L'AC Team non riesce a totalizzare mezzo punto, idem per La Ponchata che rimane addirittura
a secco di gol. Così per sei partite consecutive. La settima di campionato è la sveglia per entrambi, ma il terreno perso è tanto.
Bene cominciano Liverpollo e Caghimai, che portano a casa sfilze di risultati positivi e si lanciano alla testa del gruppo. Il Trentalance
li pedina come un'ombra funesta e anche l'Atletico prova a seguire le orme delle capolista. Oltre a queste, poco altro: il Bingo
se si può è anche più discontinuo del solito, e segna di meno. il Panico è evanescente e lo Gnecca non riesce a staccarsi dal fondo,
tanto che La Ponchata appena può lo aggancia. In questo scenario il Jolly si muove senza particolare personalità, pur riuscendo
in evoluzioni a lui proibite durante la recente Pompaglia. La gallina dalle uova d'oro per lui stasera si chiama Briatore, entrato
al posto della squalificata Gemma. Grazie a lui la squadra guadagna tre punti importanti contro il Caghi facendogli tra l'altro perdere la vetta.
Al giro di boa tre sono le prime della classe: Liverpollo, Trentalance e Atletico Diom. Non ci siamo dimenticati del Bidonville.
Rispetto ai suoi ultimi exploit però, si presenta svogliato e insipido, lasciando troppa libertà agli avversari e confidando in un ritorno
di maggior spessore. Cosa che accadrà, perché la compagine è una delle migliori del momento e non serve eccessivo sforzo a dimostrarlo.
Ma l'esito in sé non sarà memorabile. Chi si ricorderà bene questo torneo sarà invece il Panico. Imbrigliato da chiunque, senza una chance
di emergere, il team Violarancio si involve progressivamente e cade sempre più in basso, vittima sacrificale del rivale di turno.
Lex si lamenta con tutti ostentando atteggiamenti patetici, i campioni che dovrebbero lottare per il titolo finale sono ectoplasmi.
L'unico loro acuto del ritorno punisce oltremodo il Liverpollo, che successivamente si lascia stendere anche dalla Ponchata e perde contatto
dalla vetta. Trentalance e Atletico non se la cavano meglio, l'esordio del girone è un disastro un po' per tutte le prime. Caghimai escluso,
poiché racimola qualche punticino dove le altre non riescono. Guardandosi alle spalle, capisce che il distacco dalle inseguitrici
è tutt'altro che confortante, e come se non bastasse il Jolly ne ha approfittato per raggiungere le prime posizioni di rincalzo.
La lotta per lo scudetto si preannuncia dura, ma come abbiamo anticipato in apertura, Pompa sceglie una tattica di contenimento più che
cercare l'affermazione sul campo. Confidando nelle proprie abilità difensive e lasciando che il torneo si consumi giornata dopo giornata
come un cerino, dà comunque al gruppo l'ocasione di ricomporsi. Il Liverpollo cerca di togliere di mezzo il Diom battendolo con un gran gol
di Mgcio. Successivamente il Trentalance in casa batte il Caghi e strapazza lo stesso Liver; Alberto Dinamite lascia il segno un po' ovunque.
Il Jolly procede, stavolta la carica gliela dà Fibonacci. Ociaeti rimane in ombra per buona parte del ritorno, ma riemerge a una giornata
dal termine, giusto in tempo per affossare definitivamente le speranze del Liverpollo. In coda Ciccaccio, Ponchata e Gnecca si sono svegliate,
ma nulla di più possono domandare a un torneo a loro inviso. Si contendono una piazza neanche troppo dignitosa, ne usciranno tutte alla
pari. La classifica avulsa sarà ancora una volta inclemente con La Ponchata. Ancora più dietro il Panico rischia il Cucchiaio a causa di
un ritorno di fiamma dell'AC Team. Sullivan le prova tutte, sfortuna vuole che il Bidonville abbia tra i suoi obiettivi principali
quello di tarpargli le ali, sempre, ovunque e in qualsiasi maniera. Così facendo preserva il Panico da un'onta cui non viene sottoposto ormai da più di
un anno. Fuori dai giochi Bingo, Diom e Liverpollo, anche il Trenta cede il passo bloccato proprio dall'AC Team al culmine della sua
sfortunata rimonta. A contendersi il titolo restano solo Jolly e Caghimai, l'uno sotto di due punti dall'altro. E guarda caso, l'ultimo
match del campionato è proprio lo scontro diretto! La gara inizia con un attacco fortuito del Caghi. La mossa paralizza i Fucsia, che
perdono la bussola e spalancano un portone a Cervellino. Pompa accoglie il regalo offertogli senza battere ciglio, rimane concentrato sui suoi
schemi, ma si insinua in lui quel senso di sicurezza proprio di chi giocando per il pareggio si ritrova improvvisamente in vantaggio.
Una partita può essere lunghissima, a seconda dell'intensità con cui si gioca. Ma il tempo per concluderla è breve, i Verdi ripongono
in questo la loro fiducia. Anche quando Ociaeti trova la via del pari, nel finale del primo tempo, la squadra rimane speranzosa: il
risultato non è cambiato dall'avvio, ma metà partita è già archiviata. Resistere, resistere. Le carte alte aiutano non poco il Caghi
a svolgere il suo compito, l'attacco del Jolly rimane sterile di fronte alle barricate erette dall'avversario. Fino all'ultimo scarto.
L'ultimo lumicino è un assist di Rodati nella speranza che Mr.Caghi non abbia carte sufficientemente alte da poterlo contrastare. Così è.
San Lupo si alza in volo per respingere l'attacco, cicca clamorosamente e (7+3=10) Ociaeti è lì pronto ad aspettare la sua opportunità.
Ociaeti non sbaglia. Lo stadio esplode. Il Caghimai ha gettato l'ennesimo scudetto dal dirupo, favoreggiando l'ascesa del Jolly che
in Medagliere si porta a un niente dal Ciccaccio primo. Il match si ripete in finale di Sempion's, l'esito si capovolge dando una piccola soddisfazione
anche ai Verdi. Per chi si accontenta... |