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Usando ogni mezzo,
il Jolly dà un duro colpo alle speranze dei suoi rivali.
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17/11/2009
Gli equilibri
sono tali finché non interviene un elemento di rottura. Finora si era
avuta una stasi con tre squadre in lizza per ottenere il massimo che la
stagione può offrire, il titolo di Best Team a fine anno. Poi è
intervenuto il Trentalance a minare questo idillio: il suo ultimo
scudetto rilanciava Bebo nell'elite dei pretendenti al titolo finale.
Bebo, di tutti, è quello che più ha sofferto stasera: la concomitanza di
eventi nel finale di torneo l'ha sfavorito in maniera a dir poco
eclatante. E a raccogliere i frutti di un lavoro eccelso è rimasto il
Jolly. Squadra che non aveva ben figurato nelle ultime prestazioni. Ma
quando Tomy sente il richiamo, nulla gli si può parare davanti. Ad onor
del vero, al momento è nettamente la compagine che più merita: la sua
sfida contro Panico e Ciccaccio è costellata di assenze che gli altri
due non si sono permessi. A maggior ragione, chi ottiene più vittorie
con la minor partecipazione è da lodare. Con lo scudetto di questa sera,
il Jolly passa a sei successi nel medagliere, scavalcando i due rivali
fermi a cinque; di essi, Il Ciccaccio è l'unico che può nutrire
significativamente qualche speranza di riacciuffare il primato perso,
facendo valere ben cinque piazzamenti d'onore alla pari dello stesso
Jolly. Il Panico in questi calcoli si vede già fuori, e l'unica maniera
di recuperare è vincere due campionati dei quattro ancora disponibili.
Per il Trentalance in un soffio le possibilità di vittoria si sono
ridotte al lumicino, non essendo in grado di competere né a primi né a
secondi posti. Certo è che da ora in poi la lotta sarà senza quartiere,
ma guai a chi dimentica che al momento tra i team più quotati ci sono
vere mine vaganti quali Caghimai, Atletico Diom e Gnecca, che potrebbero
rendere ancor più difficile la vita agli inseguitori. C'è poi da
segnalare che un premio già formalmente assegnato torna ora in
discussione. La squalifica di De Filippi questa sera è stata la chiave
per ultimare la gigantesca rimonta intrapresa da Galletto in classifica
marcatori. Alle soglie della centesima realizzazione stagionale,
Galletto stravince la scarpetta d'oro di questo settantaseiesimo torneo
e giura battaglia ai bomber sovrani in forza al Ciccaccio. La cronaca
parte da un'insperata vittoria del Caghimai in Kinotti. Le baldanzose
dichiarazioni di Panico e Ponchata prima della competizione si
schiantano contro la dura realtà imposta da Bebo e Frikkio che si
qualificano al turno successivo. Per i Verdi la finale si rivela una
passeggiata. Il torneo invece sembra offrire molti più spunti: in gara
ci sono le undici formazioni più forti del club, eccezion fatta per il
Bidonville cui auguriamo un pronto rientro. L'avvio è buono solo per
alcuni: Gnecca, Jolly, Panico e perché no? anche il Liverpollo innestano
la quinta; ma si tratta, come nella maggior parte dei casi, solo di un
fuoco di paglia. Perlomeno per quanto riguarda le ultime citate. Cecy e
Tomy invece fanno di tutto per non mollare. dopo poco hanno già staccato
il gruppo di parecchio, procedendo a ritmo costante e incessante. Gli
inseguitori si amalgamano in una massa mal |
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organizzata da
cui nessuno emerge a far la differenza. Il caso che più ci va vicino
è quello dell'Atletico Diom, che non affonda nel suo periodo
peggiore e verso la fine del girone d'andata si riporta in quota. La
sorte però gli chiede l'ultimo sacrificio, il salto del turno
all'ultima giornata. Buon per lui che di otto avversari non ce ne
sia uno che faccia bene o male parlare di sé. Il Bingo sembra più
arzillo del solito, quanto gli basta per raccattare qualche
punticino poco pretenzioso. Il Trenta ha mandato in campo
controfigure al posto della squadra vera. Il Caghimai sembra voglia
a tutti i costi bissare il girone d'andata della Tuca's Cup, il che
gli porterebbe pure bene, visto l'esito finale di quel trofeo; ma
nel frattempo rimedia figuracce a iosa. Dopo le prime due partite,
del Panico s'è persa ogni traccia. Il Sullivan è molto preso da
problemi di natura estranea alla sua squadra o al campionato. Il
Liver rivive gara dopo gara lo stesso incubo che lo accompagna ormai
da un anno a questa parte: difesa allegra e attacco che dirgli
sterile equivale a fargli un complimento. Resta da citare Il
Ciccaccio, che solo per un miracolo non si è esibito nello show che
ultimamente più gli riesce, e La Ponchata, più evanescente di un
fantasma dimenticato, con la testa fra le mani a domandarsi per
quale diavolo di ragione si sia voluto presentare questa sera. Jolly
e Gnecca sono effettivamente due panzer inarrestabili, ma finora
hanno avuto a che fare con una pochezza deprimente. Galletto fa ciò
che vuole nelle aree avversarie, Gnogni torna al gol e in mancanza
di Gemma, Briatore fa la differenza. Le due capolista hanno comunque
il sentore che per far proprio questo torneo dovranno giocoforza
soffrire almeno un po'. Se non con la stragrande maggioranza, almeno
una contro l'altra danno un po' di pepe alla competizione. Lo
scontro diretto è previsto alla terza giornata. Nel frattempo
qualcosa è già successo: il Jolly si è fatto battere da Caghimai e
Ciccaccio e con le stesse lo Gnecca ha rimediato un solo punto. Cecy
capisce che le cose si mettono per il verso sbagliato quando capitan
Demy recapita agli Azzurri un grosso dispiacere. Dalle retrovie si
sentono tumulti. I team che ancora hanno un sussulto di orgoglio
vedono da lontano la preda ferita e inizia una tardiva rincorsa alle
zone alte della classifica. Anche il Diom inizialmente stenta, così
Panico e Caghimai sono le prime a farsi sotto. Il Jolly, pur
vincente nello scontro chiave, non vede profilarsi nulla di buono:
inizia la sua dieta di pareggi che come effetto ha solo quello di
distanziarlo abbastanza da uno Gnecca in completo marasma. Anche il
Trentalance inizia a crescere: le trombe della riscossa suonano
allorché Pippo Franco e Sullivan raggiungono un pari che ha
dell'incredibile contro il Caghi al top della forma. Anche Gaglioffo
si rimette in carreggiata e fa di tutto per non perdere posizione.
Ora lo Gnecca si fa molto vicino. La situazione in coda diventa
invece drammatica per La Ponchata, che tra tutte è l'unica a
procedere con un ruolino di marcia simile all'andata. L'unica chance
per evitare l'umiliazione assoluta è rappresentata dall'AC Team poco
più innanzi, e con il quale i Blu di Prussia ingaggiano un duello
sin dalla terza giornata quando un lampo di Esaù risolve a loro
favore. Grazie ad esso Ponch annulla il vantaggio ottenuto dalla
VanSquadra nella sfida precedente, e in caso di parità a fine
campionato, tutto verrebbe rimesso al conteggio delle realizzazioni
totali. Teniamocelo a mente. Mentre nel limbo Il Ciccaccio ha già
abbandonato ogni speme di rivalsa e procede a braccetto col
Liverpollo (il che, per inciso, non gli fa onore), il Bingo si
infervora allorché ottiene tre punti dal Panico, e Mr.Giora carica i
suoi in vista di una prestazione da podio. La prima uscita è
positiva, Leonida infila la porta del malcapitato AC Team
alimentando le speranze dei Bianconeri. Peccato che la spinta si
esaurisca al turno successivo, bloccata da un inatteso pareggio di
Marrazzo del Ciccaccio. Il Bingo in fin dei conti si dovrà
accontentare di un settimo posto che suona comunque più che positivo
se rapportato al macello di recenti performances balorde. Nel suo
tentativo di rimonta, il Panico non si trova la strada sbarrata dal
solo Giora. É infatti il Trenta a castigarlo di brutto: i gol di
Crisantemi e Jean Cojon rimettono al loro destino i Violarancio
(privi di Gilgamesh e con Washu a secco) e permettono a Bebo di
raggiungere la vetta finora occupata da un Jolly quasi impotente. Le
ultime due giornate diventano per tutti di fondamentale importanza:
Lo Gnecca non ha ancora perso tutte le speranze e prova a dare
l'ultimo colpo di coda. L'Atletico si gioca il tutto per tutto in un
solo turno, ed è così anche per La Ponchata in zona salvezza. Il
Caghimai dice di accontentarsi, ma bluffa perché sa che due vittorie
possono proiettarlo molto in alto. Il Panico cerca almeno la
qualificazione alla prossima Kinotti, ma sa che se batte il Jolly
avrà una chance anche per lo scudetto. L'AC Team infine ha sei punti
a disposizione per seminare definitivamente Ponch e lo spettro
dell'ennesimo Cucchiaio. I fatti parlano da soli. Tra Jolly e Panico
regnano prudenza e accortezza, sul campo noia mortale. Il Sullivan
coglie una vittoria esplosiva contro il Caghimai e stacca di tre
punti La Ponchata ferma un turno. Lo Gnecca ferma il Trentalance
guadagnando un briciolo di fiducia e concedendone un briciolo anche
a Bebo. Il Diom chiude in bellezza con un poker sul Liverpollo in
attesa degli eventi cui dovrà assistere da spettatore. Certo è che
da come stanno le cose, lo scudetto è rimasto affare per due. Il
Panico batte il Caghi ma a poco vale: L'Atletico è sopra. Ha messo
in salvo il quarto posto ma non riesce ad ottenere per un soffio il
terzo: lo Gnecca vince l'ultima partita e lo sopravanza negli
scontri diretti. Il Ciccaccio contro il Trenta si ritrova ad essere
l'ago della bilancia, ma in una situazione simile non riesce proprio
a dichiararsi imparziale, tanto che Tomy più volte è costretto a
intervenire nel match in corso e assegna lui stesso le reti a Egizio
e Supertrans. Le squadre vanno all'intervallo con un parziale di 2-0
per Il Ciccaccio, assolutamente inviso da entrambe le tifoserie in
causa. Inizia anche la sfida finale tra Jolly e AC Team. E qui entra
in gioco il vero Jolly, quello che nell'ora decisiva è in grado di
schiantare chiunque. Il Trenta riesce a fatica a pareggiare i conti
col Ciccaccio, ma apprende che già nelle battute d'avvio il Sullivan
è sotto di tre gol. Tomy ha la delicatezza di abbassare il tiro
subito dopo, poiché l'AC Team sembra un orbo di fronte a un
giocoliere. Grazie a questo risultato, lo scudetto torna in casa
Jolly per la settima volta, la sesta nel 2009. Il Cucchiaio torna
invece in casa Sullivan per la decima volta tra coppe e tornei. Come
ha fatto? Anche lui se lo sta ancora chiedendo. Ponch a tre punti
dalla salvezza va a vincere su un immotivato Liverpollo. E a parità
di punti si mette in salvo aiutato da un risultato di 8-2 che lascia
quantomeno perplessi. Mentre Tomy se la spassa rubando una benda da
corsaro a un bambino e cantando a squarciagola la sigla di Capitan
Harlock, ci vien da pensare: è vero, siamo una banda di pirati e
briganti. Il pettìno non è legalizzato da alcuna norma del
regolamento, ma è vero anche il contrario: nel regolamento non se ne
fa proprio menzione, e forse non a caso. Pensate che chi è bravo a
farne magari si galvanizza così tanto da andare a vincere pure la
Sempion's... |