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Stavolta Bebo ha
nascosto la palla a tutti. O le carte, se preferite.
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01/12/2009
Che per il Trentalance sia un periodo d'oro è fuori da qualsiasi
discussione. Quel che non gli è riuscito due settimane fa, chinando la
testa a un Jolly bello e fortunato, gli riesce oggi in assenza del
terribile rivale. Nel mentre, ne ha approfittato per portare a casa una
delle coppe in palio al trofeo a lui medesimo dedicato. Sembra un treno
ad alta velocità, irrefrenabile. Quando Tomy ha comunicato la propria
assenza, ha indicato senza riserve il futuro campione additandolo come
suo discepolo. Una casta formata da prestigiatori delle carte, dei veri
giocolieri che sanno sempre come imbrigliare gli avversari. Trucchi o
meno, l'alunno aggiunge alle doti del maestro un pizzico di bravura in
più; la stessa che, per quanto rara, si ritrova negli schemi tattici di
un Caghimai in palla. C'è chi stasera cicca molto: il Panico si è
dimostrato meno "bravo" ma potente come una benna nel momento di
affondare il colpo. Non è bastato. Anzi, al limite delle energie nel
rush finale si è lasciato scavalcare dall'unica squadra che stasera ha
avuto il vero privilegio di impensierire Bebo: l'AC Team. E dire che gli
Ocra hanno dovuto affrontare una grossa penalità: la squalifica del
campo. Ne era stata già ventilata la possibilità dopo gli incresciosi
incidenti alla Trenta's Cup. Tuttavia Sullivan ha fatto buon viso a
cattivo gioco, rivelando poi un gioco tutt'altro che malvagio sui campi
altrui. Dopo una Kinotti conquistata per l'ennesima volta dal Caghimai
sullo Gnecca, con una punta d'attenzione alla semifinale vinta dagli
Azzurri ai rigori grazie a un solo tiro valido, si comincia il vero
campionato. Il Bingo non è ancora presente, ma si riserva di recuperare
i match persi. Il Caghi, invece, non concede agli astanti la solita
partenza che lo rende famoso. Anzi, riceve tosto due lezioni di umiltà
da Liverpollo e AC Team, memori di una settimana di messaggini stupidi.
Appena il gruppo si dipana, si cominciano a tirare le prime somme: l'AC
Team sembra la squadra più in forma e procede a ritmi sostenuti e, a
dire il vero, poco consueti. Lo Gnecca e il Trenta potrebbero essere le
sue alternative, ma quasi subito vengono infilzati dagli inseguitori
agguerriti. Primo fra tutti il Caghi, che riprende fiducia lasciandosi
alle spalle il brutto esordio. Anche La Ponchata non sfigura, pur
restando la compagine dall'attacco più sterile. Il Panico parte in
quarta e al momento di monetizzare, si blocca. Non è una novità,
recentemente gli succede molto spesso. Per gli uomini di Lex raggiungere
il traguardo dell'andata rappresenta un calvario che introduce alla
furia del ritorno, un po' come lo Gnecca ammirato fino a poco tempo fa.
Anche il Diom viaggia su ritmi non frenetici, ma discreti. Fino al
momento di rottura. L'episodio rimane ancora poco chiaro, ma con l'AC
Team da affrontare sembra si verifichi una irregolarità per la quale
Lord Gaglioffo a lungo chiede giustizia invano. Non ascoltato, inizia
per ripicca a disputare tutte le partite restanti nella versione di |
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Scopagol chiamata
Merlin's; come dire, giocare i match alla cieca. Per carità, a volte
può anche andar bene: maestri di Merlin's sono il Mururoa e il
Bingo, che hanno dimostrato quanto a carte coperte si possa
spiazzare l'avversario. Ma il più delle volte si entra in campo per
essere massacrati. Così comincia il massacro del Diom. Il Trenta
intanto approfitta della prima sconfitta dell'AC Team per riportarsi
in auge. Per completare l'opera arrivano i recuperi del Bingo Bongo
che concedono a Bebo il primato in classifica appaiato alla vecchia
capolista. Perlomeno fino all'ultimo match da disputare. Giora
affronta Ponch e se ne sbarazza con un secco 1-0 di Che Bueo. I
Bianconeri si ritrovano in vetta da soli e donano a tutti i
partecipanti un poco simpatico
déjà vu. Fanalino di coda rimane Il
Ciccaccio, assolutamente avulso dal gioco e concentrato
esclusivamente contro gli avversari storici, che non necessariamente
sono quelli diretti. Buon per lui che l'Atletico stia cadendo giù in
picchiata, non dovrà preoccuparsi del Cucchiaio, almeno stavolta. Ma
una condotta di gioco simile è così arrendevole che si stenta a
riconoscere La Squadra Più Forte Del Mondo in quell'accozzaglia di
personaggi in campo, fatta eccezione per i soli Canà e Supertrans
che costruiscono dove i compagni distruggono. Nel frattempo lo
Gnecca non si è perso, e lotta assieme al Liverpollo per un posto al
sole. In entrambi i casi, sembra che la dea bendata distolga il suo
sguardo da loro non appena giunge l'occasione buona per emergere. Il
Caghi si è ormai completamente ripreso, ma non sa cosa lo aspetta la
varco. Opposto al Panico, il cui mister difficilmente si presenta in
partita così nervoso e sbuffante, inizia bene costruendo la prima
azione da gol, ma la spreca aprendosi in difesa. E quasi avesse
difficoltà a richiudersi, si lascia trapassare sei volte dai
Violarancio. Ed è solo il primo tempo. Nella ripresa la musica non
cambia, Tintinnabula si divora un gol già fatto, ma rimedia subito
Elenerd, oggi in stato di grazia. I Verdi rimangono basiti a fissare
il vuoto mentre dagli spalti arrivano sonore pernacchie. Altra
lezione, altra partita. Magari più equilibrata, ma come prima s'è
detto, Il Ciccaccio si concentra solo su determinati avversari, e
sotto di tre gol il Caghi trova la forza di accorciare le distanze
preso di mira dagli insulti di un pubblico ridanciano. Si può dire
che virtualmente il campionato del Mago delle Carte, che tanto si è
autolodato e autosbrodato in settimana, finisce qui. La reazione
d'orgoglio dura il lasso di due partite, nelle quali però riesce a
presentare il conto al Trentalance, riequilibrando una classifica
che nel frattempo Bebo si è preso la briga di allungare. L'AC
Team non si è intanto spento come qualcuno avrebbe pronosticato;
anzi, è il primo ad approfittare della situazione. Chi invece si è
infiacchito è il Bingo, il quale non smentisce la sua naturale
propensione per l'assopimento da torneo. Al secondo giro di boa il
Trenta mantiene un distacco di tre punti dal Sullivan, Caghi e
Gnecca un bel po' dietro. Ma dal gruppo giunge il grido di battaglia
del Panico, che non accetta di vedersi superato dal Trenta in
medagliere e promette un finale pirotecnico. Comincia con un 6-2 ai
danni dell'Atletico, che per la cronaca si era portato in vantaggio
di due reti. Edge sistema La Ponchata, poi viene lo scontro diretto
con i GialloOro. Così com'era successo nell'altro match di cartello
contro l'AC Team, Bebo si schiera difensivo quanto basta per parare
i colpi dell'avversario incattivito, il risultato è di parità. C'è
da segnalare però un progressivo calo di prestazione della coppia di
testa che favorisce l'avanzata del Panico dalle retrovie. Il nemico
peggiore di solito è la fretta. Il nemico peggiore del Panico è
effettivamente la fretta di concludere la rimonta. L'occasione si
presenta contro il Bingo, che nonostante il cammino fallimentare
dell'ultimo girone, nutre ancora qualche timida speranza di
vittoria. La smania pressante di fare risultato permette agli
avversari Bianconeri di portarsi in vantaggio di due reti, e quando
il Panico rimonta si lascia andare a un gioco sconsiderato che lo
punisce. Questo mentre Tuca pareggia in casa del Trenta e lo Gnecca
ferma l'AC Team. Un'occasione sprecata, ma si ripresenta poco dopo
nello scontro diretto contro il Sullivan. E qui i Vans dimostrano
con coraggio e dedizione di che pasta sono fatti, eliminando una
volta per tutte l'incubo dell'incipiente Lex. Nelle file retrostanti
scoppia la caccia al terzo posto; protagonisti quasi tutti, eccetto
Il Ciccaccio e l'Atletico soli e distaccati anche l'uno dall'altro.
Mentre l'AC Team batte il Panico, il Trenta se la vede brutta contro
una Ponchata estremamente essenziale ma volta alla conquista di un
posto d'onore. Al gol di Esaù nel primo tempo si aggiunge quello del
bomber Voldemort; a nulla serve accorciare le distanze per i
GialloOro. Grazie a questi esiti Sullivan si ritrova primo in vetta
a due giornate dalla fine. Posizione gloriosa, ma con tutto da
perdere: i tre punti di distacco non sono sufficienti a tenere
lontano il rivale che dovrà giocare gli ultimi due match contro i
fanalini di coda. Giunge un insperato aiuto dal Giora, che senza
mezzi termini schiera una squadra da macello per favorire il primo
scudetto dell'AC Team. Il corso degli eventi segue però strade
imprevedibili, tanto che Abbòna si ritrova di fronte alla porta
avversaria
quasi favorito dalla
difesa Ocra. Per quanto aiutato, Sullivan non riesce a trovare la
via del gol neanche quando a turno Pollon e Principessina
gliela spianano. Contemporaneamente il Trenta recupera il terreno
perduto contro l'Atletico, pur non senza una certa difficoltà.
L'ultima giornata vede entrambe le capolista vincitrici, per cui
sarà d'obbligo una finale spareggio. Nel mentre, il Bingo sembra si
sia assicurato il quarto posto grazie ai favori della classifica
avulsa con Caghimai e Ponchata. In un secondo tempo si scoprirà un
punto pirata assegnatogli già a due terzi di torneo e mai più
azzerato. Al Bingo basta un punto in meno per venire catapultato
dalla quarta alla settima posizione, mentre Ponch se la gode per
essersi qualificato alla prossima edizione della Kinotti.
Per quanti detrattori
abbia, l'AC Team attira un certo tifo e vede da vicino il primo
titolo. Di fronte c'è un Trentalance mai così sicuro di sé. Lo
spareggio comincia con Pippo Franco in attacco, ma a segno va
Barnaba che realizza su un'azione da manuale lasciando senza parole
il povero Sullivan. I Vans subiscono e cedono psicologicamente,
tanto da non riuscire nemmeno a costruirsi occasioni. La ripresa per
Bebo è una passeggiata, Gianni Credime chiude i conti e il Trenta si
rilancia per il finale di stagione. A questo punto il Panico mastica
amaro, considerandosi già "best team" con nove campionati vinti, di
cui però solo cinque validi ai fini della assegnazione del premio. E
il Trenta, che nello scorso editoriale veniva già dato per disperso,
torna nei ranghi di prepotenza e acquista una wild card da giocarsi
nei prossimi tre tornei. Una vittoria potrà davvero valere oro. E
c'è da sottolineare per gli appassionati del genere, che un'altra
grande sfida sta avendo luogo: quella per il bomber dell'anno, la
cui classifica vede ben tre giocatori a un passo dal centesimo gol
stagionale. De Filippi, Canà e Galletto però da stasera dovranno
guardarsi le spalle dagli outsider Clitos e Gilgamesh. La
serata si conclude con la vittoria ai rigori del Liverpollo sulla
Ponchata in Sempion's; l'attenzione si era già comunque focalizzata
sull'ennesima umiliazione ai danni del Caghi: girone a cinque, zero
punti, zero realizzazioni e nove buchi sulla propria rete. Quante
lezioni questa sera, Pompeo... |